Asolo
Regina di cuori, arroccata sul dolce rilievo collinare.
Habitat naturale di viaggiatori, artisti, scienziati, musicisti, teste coronate, raccoglie nel centro storico uno scrigno di gioielli e suggestioni.
Ogni passo è una traccia a ritroso.
Il borgo medievale, perla architettonica del Veneto, gode di una posizione panoramica incantevole, tanto da essere battezzata da Giosuè Carducci come “la città dai cento orizzonti”. La Rocca domina il centro storico che ospita il Castello, la Cattedrale, con una pala di Lorenzo Lotto, e il quattrocentesco Palazzo della Ragione. Suggestiva la passeggiata tra le vie ed i portici del centro storico che hanno incantato gli artisti di tutto il mondo, da Eleonora Duse, a Frey Stark, a Hemingway, alla Regina Cornaro, a D'Annunzio.
Concessa in dominio nel 1948 a Caterina Cornaro, regina di Cipro, divenne centro di una piccola corte, frequentata da illustri letterati del tempo, tra cui Bembo, che vi scrisse gli asolani.
Nel secolo XIX vi si stabilì il romantico inglese Robert Browning che qui compose i suoi ultimi versi Asolando e dopo di lui altri poeti e artisti italiani scelsero la "terra di riposo e d'ispirazione", attratti dalla bellezza del luogo: il poeta e scrittore Eugene Benson, Henry James, l'architetto cArlo Scarpa, gli scrittori Ernest Hemingway e giosuè Carducci, il pittore Filippo De Pisis e i musicisti Igor Strawinsky e Gian Francesco Malipiero.
La divina Eleonora Duse amò soggiornare ad Asolo e qui è sepolta, nel cimitero di Sant'Anna.
Rimangono quindi: la cinta muraria, il Castello della Regina Cornaro, al cui interno è ospitato il teatro di Eleonora Duse e la casa di Eleonora Duse.
Il Tempio di Canova a Possagno
Possagno è il paese natale dell'artista Antonio Canova ed il luogo dove sorge il tempio canoviano che si staglia candido sovrastando il centro abitato.
Il Tempio neoclassico venne progettato da Antonio Canova come chiesa per il suo paese.
Il Tempio custodisce la Tomba dell’Artista, ed alcune sue opere ed è dedicato alla trinità. Canova pose la prima pietra l'11 luglio 1819. L'imponente costruzione neoclassica presenta tre elementi ispiratori: il colonnato dorico (che richiama il Partenone di Atene), il corpo centrale (simile al Pantheon romano) e l'abside in posizione elevata come nelle antiche basiliche cristiane. All'interno la volta è ripartita in 32 cassettoni quadrangolari, ciascuno dei quali presenta un rosone dorato.
Un ampio viale collega il Tempio alla Gipsoteca e alla Casa del Grande scultore. Il museo presenta un'articolata serie di edifici espositivi, di epoche diverse, e numerose collezioni delle opere di Antonio Canova.
Bassano del Grappa
Terra di commerci e crocevia di scambi, si è rivelata fertile per tesitori e orasi, ceramisti e falegnami.
Contrada operosa e opima, comunità d'origine millenaria che negli annali ha iscritto il nome di Jacopo da Ponte, le gesta dei Remondini, lo spirito di Nardini.
Bassano del Grappa è una città molto antica, attraversata dal fiume Brenta e situata ai piedi delle Alpi Venete tra il Monte Grappa e l'Altipoiano dei Sette Comuni.
Bassano è una città di grande spirito critico e di cultura. Il suo centro storico ricco di piazze, chiese, tesori, palazzi, torri e monumenti di grande interesse, si è sviluppato intorno ad un nucleo medievale millenario, sorto sul colle di Santa maria, dove ancor oggi si innalzano il Castello e l'antica Pieve di Santa Maria, duomo della Città. Qui sono conservati un pregiatissimo organo settecentesco del Docci e degli altari barocchi.
Il caratteristico Ponte degli Alpini, Jacopo Da Ponte e la fine produzione ceramica sono i simboli che le attribuiscono notorietà internazionale. Il Ponte in legno, opera di Andrea Palladio, il Castello degli Ezzelini, il Museo Civico e numerosi palazzi affrescati impreziosiscono il centro storico. Il Ponte è ormai il simbolo della città e dal ponte si ammira un seggestivo panorama delle Prealpi a destra, ai pidei del colle dominato dal castello, l'antico borgo di Morgan; sulla sinistra l'elegante struttura di Villa Priuli; intorno al ponte sorgono interessanti botteghe artigiane e la famosa Grapperia Nardini.
Le testimonianze medioevali si mescolano con l’architettura veneziana all’interno delle tre cinte murarie, che segnano lo sviluppo urbano della città di origini romane. La prima cerchia di mura partiva dal Castello, scendeva fino a piazza Garibaldi presso la Torre Granda, da dove scendeva fino al Porto di Brenta e risaliva a nord costeggiando la riva del fiume. La seconda cinta muraria partendo da Porta Aureola arrivava all'attuale viale delle Fosse. Infine la seconda cerchia delle mura del castello che è anche la più interna.
Ma Bassano è anche la città dipinta. Tra la fine del '300 e gli inizi del '400 lavorarono a Bassano autori di grande spessore e cultura.
Durante il XV secolo ci fu un proliferare di affreschi di facciata nelle dimore private. Nella metà del '400 furono in voga decori a finta tappezzeria e a finti intarsi marmorei. Nel '500 l'impulso della decorazione degli edifici ricevette spinta da una fiorente scuola di artisti locali: dai Nasocchi e dai Da Ponte.
E l'ormai famoso Opera Estate Festival che trasfoma i luoghi storici in teatro per i più famosi artisti internazionali della recitazione, del canto, della danza e della musica.

